Coaching per chi ha la responsabilità di decidere

Chi guida un’organizzazione non ha, al suo interno, nessuno con cui pensarla.

Al vertice non mancano né i dati né i pareri. Manca un luogo in cui ragionare ad alta voce senza che il ragionamento diventi immediatamente un segnale, una decisione già presa, una posizione da difendere.

Dentro l’organizzazione quel luogo non esiste, e non per cattiva volontà di nessuno. Il consiglio valuta. La prima linea interpreta ogni parola. I soci hanno una partita aperta. La famiglia si preoccupa. Ogni interlocutore ha qualcosa in gioco, e questo rende impossibile la cosa più semplice: dire «non so» senza che accada nulla.

È la condizione strutturale di chi comanda, e non si risolve con più informazione.

Lavoro con imprenditori, amministratori delegati e direzioni generali su questo: uno spazio riservato, fuori dal sistema di relazioni dell’azienda, dove esaminare le decisioni prima di prenderle e capire perché alcune situazioni continuano a ripresentarsi identiche.


Da dove nascono, di solito, le richieste

Decisioni che tornano sul tavolo. Una scelta rimandata da mesi, alternative tutte difendibili e nessuna convincente, la sensazione di girare intorno allo stesso punto senza avvicinarsi.

Un ruolo che chiede una persona diversa. Successioni, acquisizioni, cambi di perimetro. Momenti in cui quello che l’ha portata fin qui non basta per quello che viene dopo.

Un’organizzazione che non risponde. Quando le stesse indicazioni producono gli stessi risultati mancati, il problema ha smesso di essere l’esecuzione ed è diventato la lettura.

Una prima linea che non decide. Persone capaci che aspettano istruzioni, riunioni in cui il consenso arriva troppo in fretta, deleghe che tornano indietro intatte.

Il passaggio generazionale. Due modi legittimi di leggere la stessa azienda che si scambiano per ostinazione reciproca.

La distanza tra quello che dice e quello che arriva. Messaggi chiari che in azienda diventano un’altra cosa, e nessuno che glielo riporti.


Il primo passo è una conversazione

Un colloquio di un’ora, riservato, senza costo e senza impegno: serve a capire se il problema che ha in mente è un problema su cui posso essere utile. Se non lo è, glielo dico.

Richiedi un colloquio


Smettila di avere ragione

Guida per leader che vogliono creare le condizioni invece di subirle

Perché fare le cose giuste non basta? Perché i team si bloccano, le persone resistono e i risultati non arrivano anche quando l’analisi è corretta e l’intenzione è buona?

La risposta è che chi guida è sempre dentro il sistema che osserva. Non fuori, non sopra. Dentro. Le domande che pone determinano le risposte che riceve, e quello che dà per ovvio diventa ovvio per tutti.

Un libro per chi ha il coraggio di mettere in discussione non solo gli altri, ma il proprio modo di vedere.

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Andrea Catelli

Direttore generale, consulente, coach. Formazione in coaching (APICA), programmazione neurolinguistica e ipnosi costruttivista. Laurea in giurisprudenza, Università degli Studi di Milano.